mercoledì, Febbraio 21, 2024
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APPARECCHIARE: UNA VERA ARTE

“Luogo di massima espressione della convivialità, la tavola è la metafora dell’esistenza”, così Cinzia Felicetti, scrittrice e consulente immagine, descrive l’ambiente cardine della nostra quotidianità, la tavola. Essa, quindi, non ha solo valenza di oggetto fisico, ma diventa luogo d’incontro, pratica di relazione sociale, palcoscenico di vita, volto ad essere adornato ed abbellito a seconda del tipo di evento, del menù servito e dei vini degustati.

“Luogo di massima espressione della convivialità, la tavola è la metafora dell’esistenza”, così Cinzia Felicetti, scrittrice e consulente immagine, descrive l’ambiente cardine della nostra quotidianità, la tavola. Essa, quindi, non ha solo valenza di oggetto fisico, ma diventa luogo d’incontro, pratica di relazione sociale, palcoscenico di vita, volto ad essere adornato ed abbellito a seconda del tipo di evento, del menù servito e dei vini degustati. Da qui nasce la cosiddetta ‘mise en place’ – considerata una vera e propria arte, ossia l’insieme di regole che definiscono come apparecchiare la tavola. L’arte di apparecchiare è una pratica antica, che deriva dal Galateo e che pone le sue radici fra il XVIII e il XIX secolo, epoca nella quale nobiltà ed alta borghesia si prestavano a ricevere feste e banchetti dove l’opulenza regnava sovrana. A partire dalla presentazione dei cibi come trionfi scenografici, sino agli oggetti di prestigio con cui venivano serviti – posateria in oro e argento, ceramiche e porcellane antiche, brillanti cristalli – ogni dettaglio veniva studiato ad arte. Negli anni la mise en place si è evoluta notevolmente, subendo numerose trasformazioni funzionali dettate da nuove mode e trend del momento. Ad oggi, infatti, le tendenze odierne sovvertiscono le linee guida generali, per dar vita ad apparecchiature sceniche ed insolite. La qualità dei materiali utilizzati nella realizzazione delle stoviglie si miscela perfettamente con un design – oltre che funzionale – contemporaneo, ricercato ed innovativo.
Esempio ne è il design brand italiano Seletti, il quale, con il suo tableware, scardina la visione classica della tavola. Seletti è un brand che nasce nel 1964 e che da sempre si è contraddistinto per continua ricerca, innovazione e qualità e per le numerose collaborazioni con designer ed artisti contemporanei. Fra queste spicca la collezione Toiletpaper, nata dalla collaborazione con Maurizio Cattellan e Pierpaolo Ferrari, ideatori dell’omonima rivista ‘Toiletpaper Magazine’. Qui gli articoli di tableware diventano veri e propri oggetti di design, caratterizzati da immagini pop e surreali, capaci di donare alla tavola un impatto scenico non indifferente. Seletti, così, adorna una tavola estremamente personalizzata, non convenzionale ed eccentrica.
Al centro delle tendenze odierne sulla mise en place vi è, inoltre, la continua ricerca nei materiali utilizzati per la realizzazione del tableware. Fra questi figura il PMMA, commercialmente noto anche come Plexiglas, un materiale plastico che spicca per la sua resistenza e trasparenza, tanto da potersi considerare un sostituto al vetro.
Da qui nasce la linea Jellies Family, realizzata dalla designer spagnola Patricia Urquiola per Kartell. Una collezione di piatti, vassoi, bicchieri, ciotole, caraffe, tazzine da caffè e zuccheriere – realizzati in PMMA – la cui particolarità principale consiste nel fatto che ogni articolo presenta un pattern diverso, che si rifà agli stampi per gelatine famosi nelle cucine di una volta. Una linea capace di donare alla tavola un tocco innovativo e allo stesso tempo sofisticato.
La posateria è sicuramente un altro elemento cardine per una mise en place perfetta. Se nell’antichità le posate presentavano lo stemma nobiliare della famiglia appartenente, oggi i migliori design brand si sbizzarriscono fra una moltitudine di materiali, colori e forme. Un eccellente connubio fra modernità urbana ed eleganza si ha con il sevizio di posate dorate MetroChic d’Or, realizzato da Villeroy & Boch, marchio leader nel settore del tableware. Linee sottili, curve leggere e proporzioni equilibrate rendono queste posate adatte a donare un tocco ricercato alla tavola, senza rinunciare ad un’estrema ergonomia che le rende perfettamente maneggevoli e piacevoli al tatto.
Piatti, posate, stoviglie, non sono gli unici articoli necessari per adornare una tavola: l’illuminazione gioca un ruolo cruciale nella definizione di una perfetta mise en place – specialmente per ristoranti, cafè e bar. Alle classiche candele, si affiancano soluzioni più contemporanee, come le abat-jour realizzate da Kartell. Il design brand propone un’ampia scelta fra numerosi articoli, che si differenziano per dimensioni, stili e materiali.
Spiccano le soluzioni 100% riciclabili, come l’abat-jour Battery realizzata da Ferruccio Laviani, la quale – tramite una semplice spina elettrica – può vivere in autonomia fino a 8 ore.
Appare dunque chiaro che la tavola può paragonarsi ad una tela bianca, da impreziosire attraverso una mise en place studiata e di stile. La mise en place, infatti, è il modo migliore per accogliere i propri ospiti, per farli sentire a proprio agio. È parte dell’arte del ricevere.

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